Chi conosce la paura?

Pubblicato il 24-09-2020 da Michela Bertarelli

La paura, come la tristezza e la rabbia, è una delle emozioni che le persone provano ad allontanare il più possibile dalla propria vita, in quanto fonte di disagio..

Tuttavia, nonostante la tendenza a viverla negativamente, la paura è necessaria e fondamentale, infatti ha permesso agli esseri viventi, e in particolar modo all'uomo, di riconoscere e fronteggiare i pericoli e, conseguentemente, di sopravvivere nel tempo.

Detto ciò, quanti di voi hanno sussultato dentro di sé, protestando per il presunto beneficio di aver provato paura in alcuni momenti della propria vita?

Il fatto è questo, non è tanto la paura ad essere un problema, ma l'eccesso di questa emozione, e in qualche caso la sua carenza, a determinare delle limitazioni e delle difficoltà nella quotidianità delle persone che ne sono in balia.

Inoltre qualcuno potrebbe aderire all’affermazione: “Oltre al danno, la beffa”; ogni volta che si prova paura vengono avvertiti dei cambiamenti corporei, cognitivi e comportamentali che generano ulteriore stress che si somma allo scompenso vissuto in quel momento.

Tra le domande che è bene porsi troviamo queste: quando sento di provare paura, sta succedendo qualcosa che merita la mia attenzione? Sono in pericolo per qualche motivo? È successo qualcosa in passato che sta determinando nel presente questa reazione automatica?

Ci sono tantissime tipologie di paure, alcune hanno nomi bizzarri, ma possono essere differenziate in base ad alcune caratteristiche. Esistono paure situazionali o generalizzate, possono essere specifiche o aspecifiche, le stesse da tempo o diverse ogni volta, possono essere prevedibili o imprevedibili..ecc..

Talvolta può instaurarsi un circolo vizioso in cui si inizia ad avere “Paura della Paura”, condizione assai spiacevole e dolorosa.

Ma a questo punto, quando si può parlare di paura e quando, invece, è importante parlare di fobia?

La fobia è una paura intensa, persistente e duratura, è una reazione emotiva sproporzionata rispetto a ciò che viene percepito come minaccioso. Chi ha qualche fobia sicuramente se n'è accorto, in quanto di fronte allo stimolo scatenante è sopraffatto dal terrore di averne a che fare.

Al contrario della semplice paura, la fobia è invalidante.

Le reazioni psicofisiche sono intense e possono essere di diverso tipo: tachicardia, giramento di testa, tremore, fiato corto...

Il requisito comune in tutte le fobie è l'evitamento.

Difficilmente le persone che hanno qualche fobia entrano volontariamente a contatto con ciò che temono, questo allontanamento procura un sollievo immediato che tuttavia va ad incrementare la fobia stessa, condizionando lo stile di vita della persona e determinando, talvolta, difficoltà nelle relazioni sociali, nell'ambito lavorativo-scolastico e un abbassamento dell'autostima.

Si pensi semplicemente alla fobia di guidare l’automobile: quanto può condizionare le scelte della persona che la evita di guidare?

Certo, ci sono fobie di varia entità; chi per esempio ha la fobia dell’aereo non per forza avrà limitazioni invalidanti..ma se per necessità lavorative o di piacere dovesse iniziare a prenderlo?

La terapia cognitivo comportamentale è uno degli approcci d’elite per il trattamento delle fobie, il suo livello di efficacia è elevato, come per altri interventi in cui vengono seguiti protocolli che potete visionare sul sito dell’APA (American Psychological Association) o NICE (The National Institute for Health and Care Excellence).

Il trattamento delle fobie permette di intervenire sui pensieri e sui comportamenti che possono causare o/e mantenere il disagio, oltre ad avvicinare gradualmente la persona allo stimolo temuto, fino all’estinzione della risposta fobica appresa.

Le tecniche applicate sono pratiche e ripetibili in altri contesti, oltre allo studio del terapeuta.

Per informazioni o per un primo colloquio conoscitivo non esitate a contattarmi.